Blogger VS Tutti

Blogger VS Tutti

«Nel bene o nel male, purché se ne parli»

In questi giorni non si fa altro che (s)parlare di blogger , influencer e ipotetici tali, perché questa fantomatica figura non viene riconosciuta nel mondo del lavoro.
Sono il primo a sostenere che, in molti casi, si ha a che fare con persone poco preparate e dalla dubbia professionalità ma, come recita la frase :
” non si può fare di tutta l’erba un fascio “.
Analizzando la situazione mi sorgono spontanee alcune osservazioni , personali sia chiaro, che sarei felice presentare a chi legge, nella speranza di fare un po’ più di chiarezza sull’argomento che tanto fa discutere, come se in Italia non avessimo altro a cui pensare.
Esordisco chiedendo: chi di voi non ha mai aperto un sito e-commerce? Chi non ha mai acquistato attraverso un e-commerce?
Ipotizzo tenendomi basso con la percentuale… un 80% delle persone ha almeno una volta nella vita, acquistato o valutato un acquisto on line? Bene!
La maggior parte delle aziende italiane, e non solo, possiede un e-commerce o si sta adoperando per realizzarne uno; i negozi dove siete soliti fare acquisti, hanno un proprio e-commerce o si appoggiano a piattaforme di vendita on-line.
Il bar sotto casa dove andate a bere il cappuccino la mattina, ha una fan-page e posta le foto dei cornetti su Instagram. L’hotel dove avete alloggiato la scorsa estate, pubblica le offerte per il week-end su Facebook.
L’economia del nostro Paese, non è sicuramente tra le migliori attualmente e se il canale web aiuta a promuovere e a vendere il mio prodotto o il mio servizio in tutto il mondo, perché non dovrei farlo? Sarei uno sciocco se non ne approfittassi.
Cosa si è solito fare quindi? Si contatta un blogger e\o un personaggio famoso ( due figure ben distinte a mio avviso, visto che alcuni blogger tendono a presentarsi come VIP ) che rispecchi il mood della mia azienda e realizzo contenuti utili per pubblicizzare il mio prodotto, con il fine di venderlo.
Ragazzi, diciamoci la verità, siamo sempre su Facebook e su Instagram a mettere like a raffica o a pubblicare foto e vi risulta davvero così strano che sia nata una professione focalizzata sui social? Dai su, siamo nel 2016.
Le critiche verso i blogger provengono spesso da chi fa parte del mondo della carta stampata, che sappiamo tutti, ha perso molti punti rispetto al web. Comprendo pienamente questo malessere perché spesso e volentieri un blogger viene definito giornalista , svalutando chi effettivamente ha studiato e lottato per diventarlo. Da qui ad insultare però ce ne passa e si rischia con estrema facilità di passare dalla ragione al torto.
Concludo dando un suggerimento a chi tanto odia questa figura e che tanto ne desidera l’estinzione: non ne parlate più di questo argomento perché , nel bene o nel male, più ne parlate e più aumentate la popolarità di questa (non) professione e sarete costretti a sopportarne la presenza per molti molti anni ancora.

Marco

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